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Fabbrica dell’Immagine

ID001

Ascoli Piceno

Anonimo1932

Treviso, Museo nazionale Collezione Salce – Direzione regionale musei nazionali Veneto, su concessione del Ministero della Cultura È escluso il riuso commerciale delle immagini senza l’autorizzazione dell’ente proprietario.

Scheda tecnica

Tipologia
Manifesto
Data
1932
Autore
Anonimo
Stampa
Officine Grafiche I.G.A.P., Roma
Tecnica
Cromolitografia su carta
Dimensioni
100 x 61,8 cm

Descrizione e analisi

Edito nel 1932, il manifesto promuove Ascoli Piceno attraverso una composizione esemplare della grafica turistica italiana degli anni Trenta. Il documento si inserisce nell’attività di promozione svolta dall’ENIT in collaborazione con le Ferrovie dello Stato, finalizzata a valorizzare il patrimonio artistico e paesaggistico delle città italiane e ad ampliare il circuito delle destinazioni turistiche nazionali.

L’opera adotta l’espediente del “quadro nel quadro”, ricavando la veduta della monumentale Piazza del Popolo attraverso l’apertura di una delle finestre della trecentesca chiesa di San Francesco. Lo scorcio prospettico sul Palazzo dei Capitani è incorniciato dal profilo verticale della colonnina tortile in travertino, che scandisce l’andamento esterno della strombatura, e sormontato in alto dall’elegante motivo traforato. Spalancata verso l’interno, la vetrata a rulli, con i caratteristici dischi di vetro legati a piombo, è resa con rigorosa precisione prospettica. Questa impostazione trasforma l’apertura gotica in un cannocchiale visivo che proietta lo sguardo dello spettatore direttamente sul palazzo più rappresentativo della città.

L’impianto geometrico dell’immagine si combina con una calibrata sintesi stilistica e cromatica. Elemento cardine della composizione è la profonda campitura nera che avvolge la finestra: integrandosi con l’oscurità dell’interno della chiesa, questa stesura piatta agisce come una “cornice nella cornice”, eliminando ogni elemento accessorio e concentrando lo sguardo sulla piazza, resa con grande pulizia compositiva.

L’effetto luminoso non è affidato alla verosimiglianza cromatica. L’autore riconduce l’intera veduta a una limitata gamma di gialli, ocra e bruni, estesa anche al cielo, privilegiando l’unità tonale rispetto alla resa naturale del paesaggio e del tipico travertino ascolano. La luce intensa nasce soprattutto dal contrasto tra le superfici illuminate e le ombre nette, che definiscono con rigore geometrico i volumi architettonici.

Pur privo di firma, il manifesto rivela una notevole qualità. L’equilibrio dell’impostazione compositiva, il controllo dello spazio prospettico e l’armonia tra precisione descrittiva e sintesi grafica testimoniano un livello progettuale elevato, in linea con le migliori realizzazioni della cartellonistica italiana del periodo.

Riferimenti bibliografici

  • Barrese, M., Promuovere la bellezza. Enit: cento anni di politiche culturali e strategie turistiche per l’Italia, Roma, Società Editrice Romana, 2020, p. 62.
  • Ministero della Cultura, Catalogo Generale dei Beni Culturali, n. catalogo generale 00657053.

Come citare

Anonimo, Ascoli Piceno, 1932, manifesto, cromolitografia su carta, 100 x 61,8 cm. Treviso, Museo nazionale Collezione Salce – Direzione regionale musei nazionali Veneto, su concessione del Ministero della Cultura. Fabbrica dell’Immagine, Grottammare, https://www.fabbricadellimmagine.it/galleria/id001-ascoli-piceno-1932.

Ascoli Piceno

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